Classic cars & art

"Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia."

Category: XVIII Secolo

Summer Fruits

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Peugeot Darl’Mat 402 Roadster

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Jean-Baptiste-Simeon Chardin “Basket of wild strawberries”
1761

Too many sensual curves

Talbot-Lago T150 SS Goutte d’eau 1937

Francois Boucher “Odalisca Bruna” 1745

Too many sensual curves

Talbot-Lago T150 SS Goutte d’eau 1937

Francois Boucher “Odalisca Bruna” 1745

Mercedes 300 SL “Gullwing”, Antonio Canova “Amore e Psiche”

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She appeared the second night of the great snowfall of 1956.
They were already passed to spread the salt, and on the highway the traffic was nearly returned to normality, the darkened snow formed two neat lines interrupted by narrow furrows left by the tires of parked cars.
In all other roads the situation was completely different: forty centimeters of snow made difficult each activity, especially in a country that had not seen snow for years.
The windows of Antonio’s chamber went right down on the highway, from the second floor he could almost touch the grumbling noise of the Fiat Topolino.
When an Aurelia passed he recognized it from far away.
Before going to bed he looked out the window, holding a cup of chamomile tea to win the cold that filtered through the windows. The warming-pan was waiting for him under the covers.
And suddenly he saw her.
It was parked under the cone of light of a streetlamp, a yellow glow coming and going following the line sags.
For the surprise Antonio nearly dropped his chamomile.
He was fourteen.
He had already seen her, of course, there was also a cover of Quattroruote with her flaming red and shiny, with an alluring model sticking out from the door.
Oh, that door!
Wings are the intermediary between humans and sky, the tool that can bring to our earthly nature the turquoise vastness of the air, even the smallest of sparrows has muscles capable of overcoming the current and projecting it beyond the reassuring flatness of real life, in the absolute void.
And the elegant explanation of the 300 SL’s doors greatly resembled a fluttering of wings.
Seagull, of course, but much more albatross, the bird that accompanies large vessels through the frightening expanse of the ocean, and accustomed to the storm makes a mockery of the archer .
But seeing her there, parked between a white van and a Fiat Topolino, was completely unreal.
He was there in all its shameless beauty, black with black wire wheels, in the unreal landscape cloaked in white as no one remembered before.
That was the rumble he heard at dinner.
He felt a lump in his throat as his eyes drank hungrily the seductive curves, the liquid reflections, that rear with the smooth curves, and the large wound of the air intake on the side.
Now the ash in the warming-pan was extinguished, and he could not sleep because a welter of questions filled his thoughts.
He knew everything about that car, knew thestiff and light  tubes frame that banned traditional hinged doors because of its high side reinforcements, he knew that in 1951 two 300 SL had swept the Carrera Panamericana, knew the story of the first engine in the world with direct injection, the straight six of 2996 cubic cm and 240 CV that could push her to 250 km/h.
At nine o’clock in the morning some voices made ​​him jump up.
Probably the night before it had been left there along the road because the parking of the front pension was impassable for the snow.
And  his surprise was great when he discovered that the owner was a woman.
He could not see her straight in the face, but she would remain in his dreams forever.
She wore a black knee skirt, tight with a small slit on the rear, black stockings and high heeled shoes, a jacket tight at the waist, and on his head there was a black hat. She was completely out of place and out of season, but she was beautiful.
She thanked the boy who took away the ice from the windscreen with a kiss.
It lasted just a moment.
The last detail that remained of her, before she left with a low roar, were her gloved hands.
Not the colorful woolen gloves he knew so well, but light-coloured perforated leather gloves, driver gloves, which she fastened with a little belt.

And now those marble wings, their triumphant opening and spinning upward, the subtle softness of feathers that hide powerful muscles, muscles adapted for flight.
And this abandonment, the abandonment of love, the sweet surrender of intertwined arms, the sublime immortality of the eternal youth, the yearning of aging, he now perceives them well, and in a moment here comes again the scene that he has never forgotten, the muffled lowering of the fluegeltuerer, the darting of the gloved hands on the large steering wheel, the dark and threatening sound, and she’s already gone.

The GT designed by Rudolf Uhlenhaut (which will also be responsible of the development of the SLR, the sport version that will win the 1955 Mille Miglia with Stirling Moss at the unsurpassed average speed of 157 km/h and the SLR coupé built in two specimens) includes among its victories a Mille Miglia, a Tulip Rally, several victories at the Nürburgring and a Rally Neige et Glace.
The sculptural group “Amore e Psiche” was created by Antonio Canova in 1788 and is now displayed at the Louvre in Paris.

***

Apparve la seconda notte della grande nevicata del 1956.
Erano già passati a spargere il sale, e sulla statale il traffico era tornato quasi alla normalità, la neve annerita formava due linee ordinate interrotte dai solchi stretti lasciati dagli pneumatici delle auto parcheggiate.
In tutte le altre strade la situazione era però ben diversa: quaranta centrimetri di neve rendevano difficoltosa ogni attività, soprattutto in un paese che non vedeva la neve da anni.
Le finestre della camera di Antonio si affacciavano direttamente sulla statale, dal secondo piano poteva quasi toccare il rumore borbottante delle Topolino.
Quando passava un’Aurelia la riconosceva da lontano.
Prima d’andare a dormire s’affacciò alla finestra, in mano una tazza di camomilla per vincere il freddo che filtrava dai vetri. Lo scaldaletto lo aspettava sotto le coperte.
E d’improvviso la vide.
Era parcheggiata sotto il cono di luce d’un lampione, un chiarore giallo che andava e veniva seguendo i cali di tensione.
Per la sorpresa ad Antonio quasi cadde di mano la camomilla.
Aveva quattordici anni.
L’aveva già vista, certo, c’era stata anche una copertina di Quattroruote che la vedeva rosso fiammante e lucidissima, con una modella ammiccante che spuntava dalla portiera.
Oh, quella portiera!
Le ali sono il tramite fra l’essere umano ed il cielo, lo strumento che può avvicinare alla nostra natura terrestre la turchese immensità dell’aria, perfino il più piccolo dei passerotti possiede muscoli in grado di vincere le correnti e proiettarlo oltre la rassicurante piattezza della vita concreta, nel vuoto assoluto.
E l’elegante spiegarsi delle portiere della 300 SL somigliava moltissimo ad un battito d’ali.
Gabbiano, certo, ma ancor di più albatro, l’uccello che accompagna le grandi navi attraverso la spaventosa distesa dell’oceano, e abituato alla tempesta si fa beffe dell’arciere.
Ma vederla là davanti, parcheggiata, fra una Topolino e un camioncino bianco col cassone posteriore, aveva dell’irreale.
Era lì in tutta la sua sfacciata bellezza, nera con le ruote a raggi nere, nel paesaggio irreale ammantato di bianco come nessuno ricordava prima di allora.
Ecco cos’era allora quel rombo sentito mentre faceva cena.
Sentiva un groppo in gola mentre con lo sguardo beveva avidamente le curve seducenti, i riflessi liquidi, quella coda dalle curve morbide, e la larga ferita della presa d’aria sulla fiancata.
La cenere nello scaldaletto ormai era spenta, e non riusciva ad addormentarsi perché una ridda di domande gli riempiva i pensieri.
Sapeva tutto di quell’automobile, sapeva del telaio di tubi rigido e leggero che vietava le portiere incernierate tradizionalmente per via dei suoi alti rinforzi laterali, sapeva che nel 1951 due 300 SL avevano stravinto la Carrera Panamericana, sapeva del primo motore al mondo dotato di iniezione diretta, il sei cilindri in linea di 2996 cm cubici con 240 CV che riusciva a spingerla a 250 km/h.
Alle nove di mattina un chiacchierare di voci lo fece scattare in piedi.
Probabilmente la sera prima era stata lasciata là lungo la strada perché il parcheggio della pensione di fronte era impraticabile per via della neve.
E grande fu la sua sorpresa quando scoprì che il proprietario era una donna.
Non riuscì a vederla bene in viso, ma sarebbe rimasta per sempre nei suoi sogni.
Indossava una gonna nera, stretta, al ginocchio, con un piccolo spacco dietro, delle calze nere ed alte scarpe col tacco, ed una giacca stretta in vita, in testa un cappello nero. Era un abbigliamento assolutamente fuori luogo e fuori stagione, ma era bellissima.
Ringraziò il ragazzo che le aveva raschiato il ghiaccio della notte dal parabrezza con un bacio sulle labbra.
Durò appena un attimo.
L’ultimo particolare che gli rimase di lei, prima che partisse con un rombo sordo, furono le mani guantate.
Non erano i guanti di lana colorata che ben conosceva, ma guanti di pelle traforata chiara, guanti da pilota, che lei allacciò con una cinghietta.

Ed ora quelle ali di marmo, quel loro trionfante avvitarsi ed aprirsi verso l’alto, la sottile morbidezza delle piume che celano muscoli potenti, muscoli adatti al volo.
E quell’abbandono, l’abbandono dell’amore, la dolce resa delle braccia intrecciate, la sublime immortalità dell’eterna giovinezza, lo struggimento dell’invecchiare, lui adesso le percepisce bene, ed in un attimo riecco la scena che non ha mai potuto dimenticare, l’abbassarsi ovattato delle fluegeltuerer, il guizzare delle mani guantate sulla larga corona del volante, il rumore cupo e minaccioso, ed è già sparita.

La granturismo progettata da Rudolf Uhlenhaut (che curerà anche lo sviluppo della SLR, versione sportiva che vincerà la Mille Miglia del 1955 con Stirling Moss alla insuperata media di 157 km/h e della SLR coupé costruita in due esemplari) annovera fra le proprie vittorie una Mille Miglia, il Rally dei Tulipani, diverse vittorie al Nürburgring e un Rally Neige et Glace.
Il gruppo scultoreo “Amore e Psiche” fu creato da Antonio Canova nel 1788 ed è ora esposto al Louvre di Parigi.